jazz


Arbeit Macht Frei

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Area

Pubblicato nel 1973

Etichetta Cramps

Provenienza: Italia

Track List: 1. Luglio, agosto, settembre (nero) 2. Arbeit macht frei 3. Consapevolezza 4. Le labbra del tempo 5. 240 chilometri da Smirne 6. L’ abbattimento dello Zeppelin

Inizio questo mese che voglio dedicare al Progressive italiano con “Arbeit macht frei”, il primo album di una formazione geniale, gli Area, guidata da una delle voci più straordinarie di tutta la scena musicale mondiale. La musica degli Area in questo album è un jazz serrato e molto contaminato (prog psichedelico e musica araba). Con “Arbeit macht frei” io personalmente spreco i superlativi, la sezione ritmica bellissima, la sezione melodica idem, la voce di Demetrio Stratos indescrivibile, uno strumento musicale, un “amalgama” fra i musicisti perfetto. I testi sono estremamente di sinistra, la costruzione del testo è sul modello della poesia futurista, anche se la retorica degli Area è all’ estremo opposto di quella futurista. Un esperimento musicale secondo me riuscito dalla prima all’ ultima nota. Uno dei capolavori della musica italiana e del progressive mondiale. Secondo me è soltanto di un’ inezia sotto al “Concerto grosso per i New Trolls”, anche se gli darò esattamente lo stesso voto.

I miei pezzi preferiti: L’ abbattimento dello Zeppelin, Arbeit macht frei

Le mie note: voglio onorare con questo mio commento la memoria di Demetrio Stratos, che non era italiano ma ha onorato la musica italiana moderna come pochi hanno fatto

Il mio voto: 9 su 10

sito ufficiale di Demetrio Stratos:

www.demetriostratos.it

The Koln concert

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Keith Jarrett

pubblicato nel 1975

etichetta: ECM

provenienza: Stati Uniti

Track List: Part I, Part II, Part III, Part IV

 

Doppio lp dal vivo a Colonia, di piano solo.

Questo album è, a mio giudizio, ideale per avvicinarsi al jazz senza soffrire. E’ un album molto lunare, suonato magnificamente ed intensamente interpretato. Dà l’ impressione che salendo sul palco Keith Jarrett avesse delle vaghe idee su cosa suonare, il resto lo ha trovato man mano che la serata andava avanti. Devo dire che Keith Jarrett non mi è simpaticissimo, è uno che al pubblico chiede di stare là e ascoltare, chiede di non applaudire mentre suona, chiede di non fare foto e a Macerata, 2 anni fà, ha suonato meno di un’ ora per colpa di uno (stronzo) che ha fatto una foto… io comunque ci sono rimasto male per i soldi che ho speso. Chiusa la parentesi Off Topic. Quella sera a Colonia comunque Keith Jarrett ha suonato da dio, con grande tecnica e grandissimo sentimento la quarta traccia dell’ album contiene una delle più belle frasi musicali che siano mai state suonate, in tutti i generi musicali. A me fà accapponare la pelle ogni volta che la sento. Ma io sono un pò emotivo…

Le mie note: Album che fà genere a sé, una specie di musica dell’ anima, una fusione fra Jazz e New Age

Il mio voto: 8 su 10 (ma anche un 8,5 ci starebbe bene)

Il sito italiano su Keith Jarrett:

www.keithjarrett.it