Quella Vecchia Locanda

Quella Vecchia Locanda

Pubblicato nel 1972
Etichetta: Help, Vinyl Magic
Provenienza: Italia

tracklist:

1. Prologo 2. Un villaggio, un’illusione 3. Realtà 4. Immagini sfocate 5. Il cieco 6. Dialogo 7. Verso la locanda 8. Sogno, risveglio e…

Questa band potrebbe benissimo essere l’ emblema di molto prograssive italiano: Registrano questo album per un’ etichetta minore, controllata dalla RCA, sono giovanissimi e molto bravi. Il genere è il Progressive Sinfonico di cui Quella Vecchia Locanda avrebbe avuto il potenziale di diventare una band di riferimento ma purtroppo si sono sciolti dopo l’ uscita del loro secondo album.  A volte penso a delle band inglesi, che hanno iniziato anche loro a suonare con le pezze al culo, ma forse per un appoggio mediatico migliore ed ad un carattere differente da noi sono riusciti a durare negli anni, pur facendo uscire a volte dei dischi non bellissimi. Peccato :(

Veniamo al disco: Io credo che Quella Vecchia Locanda sia una band formata da studenti di conservatorio, se dovessi fare un paragone a chi somigliano direi ai Jethro Tull, ma con un piglio molto più di musica classica. Nella loro musica il flauto è tenuto in un ruolo di primo piano, insieme al violino. I testi di Quella Vecchia Locanda  sono intonati a quello che è il Prog Sinfonico: educati e ricercati. Da quello che ho scritto direste che Quella Vecchia Locanda faccia un prog “da abbiocco” ma quando vanno a suonare passaggi più moderni arzilli e rockeggianti lo fanno con la stessa capacità tecnica sfoggiata nei passaggi più classicheggianti. Quindi il loro sound è a tutto campo, molto completi, penso che se fossero nati in Inghilterra sarebbero stati come quella band famosa che da quando è andato via Stefano Acchetti ha smesso si ( secondo me, figlioli :D ) di fare uscire dei dischi alle mie orecchie interessanti, ma non ha smesso di far uscire dischi. In pochissime parole Quella Vecchia Locanda sono stati un’ occasione perduta per il Prog Italico.

Il mio voto: 7,8 su 10

Il mio pezzo preferito: “Sogno, risveglio e…” riassume il loro modo di fare musica