Aprile 2007


Da un post sul blog di Laura ho trovato un link a questo blog dal titolo piuttosto tronfio e supponente, sono andato a vederlo e sono rimasto molto piacevolmente sorpreso: non solo non da istruzioni sull’ uso della vita, ma ha una scrittura veramente divertente, se volete passare un pò del vostro tempo in una piacevole lettura :D

www.lavitaistruzioniperluso.com

grande Macubu, mi hai dato un pò di allegria e mi ci voleva proprio ;)

The kick inside

the_kick_inside.jpg

Kate Bush

Pubblicato nel 1978

Etichetta: EMI

Provenienza: Gran Bretagna

Track List: 1. Moving 2. Saxophone song 3. Strange phenomena 4. Kite 5. The man with the child in his eyes 6. Wuthering heights 7. James and the cold gun 8. Feel it 9. How to be in love 10. L’ amour looks something like you 11. Them heavy people 12. Room for the life 13. The kick inside

 

Gia ad un titolo a questa maniera bisognerebbe dare 9. “The kick inside” è il primo album con cui David Gilmour ha presentato Kate Bush al mondo. Kate è entrata in studio diciannovenne, ma ha iniziato a comporre dal 1971. Pensate, “Saxophone song” è stata composta da una bimba di 13 anni :) . Anche il successone del disco, “Wuthering Heights” denota un mestiere, una furberia nel comporre un pezzo che piace sia ai musicofili assatanati, per i suoi funambolismi vocali, sia per il ritornello da “fischiettatori” che in una giovanissima pare incredibile. Kate Bush è un’ altra artista di una meravigliosa unicità, dalla voce inconfondibile. Il genere di questo disco non lo saprei dire, passa dal folk al rock al prog tutto nello stesso disco, Kate Bush salta leggiadramente di palo in frasca, sia dal punto di vista musicale che da quello lirico. Anche se a tratti è un disco “leggero” bisogna ricordarsi che Kate Bush ha iniziato giovane, ed ad una artista a questo modo (molto carina fra le altre cose, come si vede anche dalla copertina che vi ho mandato, questo album è uscito con almeno tre copertine). Vocalmente canta altissimo, ed ha delle strutture musicali a volte veramente complesse. Nell’ attacco delle mie due tracce preferite (Saxophone song e The man with the child in his eyes) ricorda la struttura melodica di Joni Mitchell, ma lei ricorda Kate Bush. Oltre alla voce ha una mimica, sia del corpo che facciale stupenda ed una grazia da angela e diavola nello stesso tempo. Poi a me quella Kate lì piaceva anche quando stava zitta :D

I miei pezzi preferiti: Saxophone song, The man with the child in his eyes, The kick inside

Il mio voto: 7,5 su 10

 

Una chicca per i fan di Kate

www.dongrays.com/kate-bush/mp3/

la qualità non è ottima, ma spero che vi piacerà

il video di “Wuthering heights” poi ditemi se non è carinissima oltre che brava

hai un sito musicale?

Siccome mi dispiace segare i commenti di chi non commenta, ma nello stesso tempo mi piace la musica (perchè, non l’ avevate capito :P ?), se avete un sito musicale, siete una band, un cantautore, un musicista o un musicofilo e volete lasciare il link al vostro sito o blog musicale io sarò felicissimo di approvare questi commenti.

L’ ultimo che mi è arrivato è questo : http://xoomer.virgilio.it/i_giardini_sospesi

mi ha anche non-commentato un Alan cantautore (no, non era Alan Parsons, e neanche Alan Sorrenti, se no lo avrei mandato sapete voi dove) appena lo ritrovo aggiungo anche il suo link

Spammate pure senza ritegno (se spammate di musica :D )

Solitude standing

solitude_standing.jpg

Suzanne Vega

Pubblicato nel 1987

Etichetta: A&M

Provenienza: Stati Uniti

Track List: 1. Tom’s Diner 2. Luka 3. Ironbound/Fancy poutry 4. In the eye 5. Night vision 6. Calypso 7. Language 8. Gypsy 9. Wooden horse 10. Tom’s Diner (instr.)

“Solitude standing” è il secondo album di Suzanne Vega. Con un “piglio” decisamente più pop del suo primo album, ma in “Solitude standing” Suzanne si racconta in maniera meno velata che nel suo primo album. Mi spiego meglio: Suzanne Vega è nata in California ma si è trasferita a New York con la madre ed il patrigno (Ed Vega, portoricano) a due anni e mezzo, è cresciuta ad Harlem. In “Luka”, brano con un vestito da canzonetta, racconta di un bambino maltrattato. Io non conosco l’ infanzia di Suzanne, non potrei dire che sia lei la creatura della canzone ma posso comunque dire che è cresciuta in un ambiente urbano degradato (e quindi anche umanamente degradante), ma pare conoscere i sentimenti di questo bambino veramente bene, un’ altra traccia è “Ironbound/Fancy poultry” dove dipinge coloro, specialmente le donne, che in questo degrado vivono, entrambe queste tracce sono canzoni scritte con un grande cuore. In questo album c’è anche probabilmente il suo peggior lavoro, “Tom’s Diner”, in due versioni (anche una sola per me era troppo :P ). La prima versione è solamente vocale. La voce di Suzanne Vega è un sussurro, secondo me non si presta ad exploit di questo tipo, e poi a me Tom’s Diner farebbe ca.. (ehm) non piacerebbe neanche cantata da Maria Callas, non contenta ne ha messo anche una versione strumentale alla fine dell’album, si vede che a lei questo brano è piaciuto molto (de gustibus :D ). Anche “In the eye” penso sia stato qualcosa che è stato usato per riempire il disco, non emoziona ma neanche disturba. “Night vision”, una libera traduzione da una poesia di Paul Eluard (Juan Gris) invece secondo me è la sua canzone più bella, sia nella forma che nel contenuto. Un’ altra canzone particolare di questo album è “Gypsy”, una canzone d’ amore molto solare che si differenzia dalla produzione di Suzanne Vega che è piuttosto “dark”, anche quando non sembrerebbe (vedi “Luka”). “Solitude standing” è un disco musicalmente più leggero del primo, ma dai contorni molto più definiti, io lo considero di pari valore, e lo ascolto molto volentieri

I miei pezzi preferiti: Night Vision, Luka.

Il mio voto: 7 su 10

Sito quasi ufficiale:

www.vega.net

 

leggi anche (se vuoi :D )

Suzanne Vega, omonimo

P.S. importante. Io credo che Ed Vega, patrigno di Suzanne, portoricano e scrittore abbia fatto con la sua figliastra un grande lavoro, gli abbia dato l’ amore per la scrittura, Suzanne ha infatti una scrittura bellissima oltre che una grande sensibilità. Penso che chi cresce in posti degradati o diventa cinico e freddo, o si autodistrugge, o diventa un “guappo con la pistola” oppure diventa un’ anima nobile, indifferentemente dallo “status” che riesce a raggiungere, ma “normale” , “equilibrato”, non ci rimane. Non era per dire che i portoricani molestano le figliole. Non ce l’ ho con i portoricani, soltanto con i francesi :D

hai un sito musicale?