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Blue bell knoll

Cocteau Twins
Pubblicato nel 1987
Etichetta: 4AD
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Blue bell knoll 2. Athol-Brose 3. Carolyn’s fingers 4. For Phoebe still a baby 5. The itchy gowbo blow 6. Cico Buff 7. Suckling the mender 8. Spooning good singing gum 9. A kissed out red floatboat 10. Ella Megalast burls forever
“Blue bell knoll” è l’ album che insieme a “Treasure” si divide il mio podio come album preferito dei Cocteau Twins. “Blue bell knoll” ha un grande pregio, secondo me: quello dell’ immediatezza. Questo album mi è piaciuto fin da subito, mentre “Treasure”, se pur musicalmente più “corposo” risulta meno immediato e un pochino più scuro. “Blue bell knoll” è più arioso, ha un’ atmosfera musicale più leggera, e secondo me per conoscere la musica dei Cocteau twins sarebbe il primo album da ascoltare. Di questo album ho felicemente trovato la terza traccia (Carolyn’s fingers, che per anni è stata il jingle di una vetturetta giapponese, ma di questo album è la mia preferita, nonchè dei Cocteau Twins), che non esito a passarvi
. Elizabeth Fraser è semplicemente straordinaria, perdipiù la sua voce è stata incorniciata benissimo dal gruppo, più di tutti dalla chitarra di Robin Guthrie
Il mio pezzo preferito: Carolyn’s fingers stupenda, tutto l’album merita l’ ascolto
il mio voto: 8 su 10
beccatevi questa
sito ufficiale:
www.cocteautwins.org
Within the realm of a dying sun

Dead Can Dance
Pubblicato nel 1987
Etichetta: 4AD
Provenienza: Gran Bretagna, Australia
Track List: 1. Anywhere out of the world 2. Windfall 3. In the wake of adversity 4. Xavier 5. Dawn of the Iconoclast 6. Cantara 7. Summoning of the Muse 8. Persephone (the Gathering of Flowers)
“Within the realm of a dying sun” è il terzo album dei Dead Can Dance. Questa volta Lisa Gerrard e Brendan Perry si sono divisi il lavoro: Le prime quattro tracce sono di Brendan e le seconde quattro sono di Lisa. Il risultato che ne è uscito è questo grande album, Con un primo lato di cantautorato notturno di altissimo livello, un secondo lato che spazia dalla musica classica alla “world music”, il tutto innaffiato da grande classe e rara bravura. “Within the realm of a dying sun” è anche l’ album che segna l’ inizio di un’ esplorazione per i Dead Can Dance della musica etnica mondiale. In “Cantara” il richiamo alla musica medio-orientale mi sembra più che evidente. Le atmosfere sono nere e gotiche come nel loro capolavoro,”Spleen and Ideal”. “Within the realm of a dying sun” ha solamente meno spontaneità del suo predecessore, ma ha tanta, tantissima classe. Secondo me i Dead Can Dance sono il miglior gruppo che il signor Watts-Russell ha tirato fuori dal suo cilindro
I miei pezzi preferiti: Xavier per il lato di Brendan Perry, Dawn of the Iconoclast per il lato di Lisa Gerrard
Il mio commento: da questo post in poi, se trovo, lascio cantare le sirene
Il mio voto: 8,5 su 10 anche a questo, pochissimo inferiore all’ album precedente
Sito quasi ufficiale:
www.dcdwithin.com
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It’ll end in tears

This Mortal Coil
Pubblicato nel 1984
Etichetta: 4AD
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Kangaroo 2. Song to the siren 3. Holocaust 4. Fyt 5. Fond affections 6. The last ray 7. Another day 8.Waves become wings 9. Barramundi 10. Dreams made flesh 11. Not me 12. A single wish
“It’ll end in tears” è il primo album dei “This Mortal Coil”, praticamente una creatura di Ivo Watts-Russel, formato dai migliori elementi dei gruppi della 4AD ( Wolfgang Press, Colour Box, Modern English, Throwing Muses, Siouxsie and the Banshees, Cindytalk, ecc.). In questo album specialmente ci sono le due migliori voci femminili dell’ etichetta: Lisa Gerrard dei Dead Can Dance ed Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, che cantano due canzoni ciascuna (Waves become wings e Dreams made flesh per Lisa Gerrard e Song to the siren e Another day per Elizabeth Fraser). Devo dire che io amo i This Mortal Coil, mi hanno fatto scoprire tanta bella musica dalle loro cover, che non stravolgono mai gli originali, anzi, a mio parere ne esaltano la bellezza, l’ atmosfera che creano è un dark molto elegante, musicalmente sono ottimi e di non difficile ascolto. A me sono piaciuti tutti e tre i loro album, “It’ll end in tears” è quello con la miglior formazione anche se secondo me non sapevano ancora dove andare a parare ed allora risulta un pò “slegato”, ma preso brano per brano è un grande album.
I miei pezzi preferiti: Song to the siren, il resto dell’ album
Le mie note: Ivo Watts-Russel ha fatto un gran lavoro mettendo questi artisti a lavorare insieme e ripescando saggiamente grandi pezzi dall’ oblio.
Il mio voto: 8 su 10
sito di un fan:
http://www.open.hr/~dalbor/tmc
Foxtrot

Genesis
Pubblicato nel 1972
Etichetta: Charisma
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Watcher of the skies 2. Time table 3. Get’ em out by friday 4. Can utility and the coastliners 5. Horizons 6. Supper’s ready (I. Lover’s leap II. The guaranteed eternal Sanctuary Man III. Ikhnaton and Itsacon and their band of merry men IV. How dare I be so beautiful? V. Willow Farm VI. Apocalypse in 9/8 (featuring the delicious talents of Gabble Ratchet) VII. As sure as egg is egg (aching men’s feet))
Foxtrot dei Genesis potrebbe essere il mio scritto più corto, basterebbe una sola parola
. Questo album è probabilmente il disco progressive più bello che sia stato fatto (sempre a mio parere
). Un mix di tecnica, ispirazione, sentimento e gusto musicale ai massimi livelli raggiunti dai Genesis, dove tutti i componenti della band hanno dato il massimo che avevano, sono stati tutti più che eccellenti. Foxtrot più che un album è una congiunzione astrale. Tutte le tracce sono bellissime, il “Supper’s ready” è un album dentro l’ album, qui ho sentito il “tapping” suonato da Steve Hackett anni prima di Van Halen, “Horizons” sembra uscita dalla testa di un J.S. Bach che da un musicista moderno, “Watcher of the skies” (che si dice sia stata composta in Italia, sulla terrazza di un hotel a Napoli) e “Can utility and the coastliners” coinvolgenti, “Get’ em out by friday” una satira feroce ed estremamente ben riuscita sulle “Building Societies” inglesi (una via di mezzo fra una banca ed una impresa di costruzioni), “Time table” semplice e molto “sentita” ma, se di questo album è il pezzo minore resta per me sempre una signora canzone. Io non darò mai 10 ad un disco, ma se lo dovessi dare questo sarebbe uno dei pochissimi candidati (ancora due per l’ esattezza, e se me lo chiederete io ve lo dirò
)
Il mio pezzo preferito: “Supper’s ready”
Le mie note: Capolavoro
Il mio voto: 9,5 su 10
un bel sito, con tutta la discografia dei Genesis (ed un sacco di robaGenesis-related) commentata
www.highinfidelity.net