Faust

Pubblicato nel 1971
Etichetta: Polydor
Provenienza: Germania
Track List: 1. Why don’t you eat carrots 2. Meadow meal 3. Miss Fortune
Il primo album dei Faust è una delle cose più bizzarre che mi è stato dato di ascoltare. I Faust sono tra i fondatori del Kraut-Rock, nome piuttosto brutto per una delle scene musicali più originali degli ultimi 40 anni. Faust è un miscuglio di blues-rock, elettronica, rumori di fondo e chi più ne ha più ne metta. Arte moderna che di più è difficile. Molto denso di idee, qualcuna azzeccata, qualche caduta di stile ma nel suo insieme è un album che a me piace, anche se sicuramente non lo farei ascoltare a tutti
(a Kai Mimiki si
), i musicisti nel loro “delirio” sono amalgamati molto bene. Estremamente psichedelico, e nel suo genere un ottimo album.
Il mio pezzo preferito: a me piace Meadow meal come estetica, ma in questo album non c’è niente da togliere
Le mie note: Più unico che originale dopo lo sbigottimento iniziale, secondo me un lavoro molto buono
Il mio voto: 7,5 su 10
Sito ufficiale:
www.faust-pages.com
Nursery Cryme

Genesis
Pubblicato nel 1971
Etichetta: Charisma
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. The musical box 2. For absent friends 3. The return of the Giant Hogweed 4. Seven stones 5. Harold the Barrel 6. Harlequin 7. The fountain of Salmacis
“Nursery Cryme” vede la partenza dai Genesis di Anthony Phillips e di John Mayhew, e l’ arrivo di Phil Collins e Steve Hackett. Anthony Phillips lascia perché non è in grado di reggere la pressione da palcoscenico, John Mayhew perché non è tecnicamente all’ altezza dei compagni. Peter Gabriel invece è un performer micidiale, cantante, attore, mimo, tutto quello che può venire richiesto ad una persona sul palcoscenico lui lo sa fare. Comunque lo spirito di Phillips aleggia ancora in questo album, in “Harlequin” e in “For absent friends” mi pare aleggi fortissimo
. “Nursery Cryme” è un album bellissimo, progressive di gran classe ma questi signori hanno fatto album ancora più buoni di questo. Secondo me i Genesis nel periodo che va da “Nursery Cryme” a “The lamb lies down on Broadway” hanno espresso una musica che mi dà piacere fisico, sarà onanismo il mio, ma hanno scritto dei testi che sono delle “pieces” di teatro, hanno suonato degli intrecci di note da musica classica, Nursery Cryme è l’ inizio di questo periodo d’oro per i Genesis, per il progressive e per la musica in generale. Album bellissimo, non ne posso dire che bene
I miei pezzi preferiti: Harlequin, The musical box
Le mie note: Grande album, questo è il Peter Gabriel che dà gioia all’ anima ed alle orecchie (un off-topic per Fabio e per Stefano, due commentatori: ho ascoltato più volte “Scratch” da quando bloggo che da quando l’ ho acquistato, “Mother of Violence” la stò apprezzando un pochino di più, ma il secondo lato è di un pallore mortale, sempre secondo me, grazie comunque ragazzi
)
Il mio voto: 8 su 10
Sito di una cover band (mai post più azzeccato
):
www.nursery-cryme.it
More

Pink Floyd
Pubblicato nel 1969
Etichetta Emi Harvest
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Cirrus Minor 2. The Nile song 3. Crying song 4. Up the Khyber 5. Green is the colour 6. Cymbaline 7. Party sequence 8. Main theme 9. Ibiza Bar 10. More Blues 11. Quicksilver 12 A spanish piece 13. Dramatic theme
“More” è il terzo album dei Pink Floyd, un lavoro minore ma buono. “More” è la prima colonna sonora, il film non l’ ho visto, il regista è Barbet Schroeder se vi interessa, comunque è la storia di uno studente tedesco che diventa tossicomane e muore di overdose a Ibiza (neanche sono troppo curioso, di fatto l’ unico film con la musica dei Pink Floyd e di altri che ho visto è “Zabriskie Point” , abbastanza palloso). Per quanto sia un lavoro “per conto terzi”, così mi piace chiamare le colonne sonore
, More è per me godibilissimo, i Pink Floyd ci sono e si sentono, le ballads (Cirrus Minor, ma ancora di più Cymbaline e “Green is the colour”) sono veramente belle, “The Nile song” ricorda più gli Who che non i Pink Floyd, “A spanish piece” lo trovo troppo sopra le righe, “More Blues” la trovo ottima. Siccome per me i Pink Floyd sono dei mostri sacri io lo trovo un album di soddisfazione, ma per fans e curiosi. Comunque siate curiosi, perchè a volte si hanno delle piacevoli sorprese, “More” resta musicalmente buono a prescindere che uno sia un fan dei Pink Floyd oppure no
I miei pezzi preferiti: More Blues, Green is the colour
Le mie note: Se è per iniziare ad ascoltare i Pink Floyd non ve lo consiglio, comunque come musica è buona
Il mio voto: 7 su 10
Altro buon sito italico sui Pink Floyd (che a me piace molto di più del loro sito ufficiale
)
www.pinkfloydsound.it
Slow Circle

Alex de Grassi
Pubblicato nel 1979
Etichetta: Windham Hill
Provenienza: Stati Uniti
album di sola chitarra acustica
Track List: 1. Causeway 2. Inverness 3. Klamath 4. Sleeping Lady 5. Slow Circle I 6. Slow Circle II 7. White Rain 8. March Sky 9. Midwestern Snow
“Slow Circle” è il secondo album di Alex de Grassi. Nato in Giappone e cresciuto a San Francisco, Alex de Grassi è un virtuoso dell’ arpeggio. I suoi brani non sono di velocità ma di molta destrezza, nel senso di mano destra eccellente, il suo tocco è quasi pianistico, le sue armonie molto elaborate, la sua musica è di aroma “new age”, ma non quella “new age” che registra un temporale e te lo vende a venti euro. La musica di “Slow Circle” è calma e complessa, notturna ma non dark, non immediata ma di molta sostanza. Come atmosfera la trovo eccellente. “Slow Circle” è un disco un pò “di nicchia”, nel senso che se vi piace la musica tranquilla (a me piace), il suono della chitarra acustica (a me piace, oltre al fatto che Alex de Grassi suona stupendamente e quasi senza che te ne accorgi, in “Slow Circle” non ci sono i “voli del calabrone”) è un album che fà per voi, lo ascolterete con gusto, se vi piace più “movimento” direte di questo album che è “carino ma un pò pallosetto”
I miei pezzi preferiti: Inverness, Slow Circle II
Le mie note: Personalmente lo trovo un album stupendo
Il mio voto: 7,5 su 10
Sito ufficiale:
www.degrassi.com
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Breakfast in America

Supertramp
Pubblicato nel 1979
Etichetta: A&M
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Gone Hollywood 2. The logical song 3. Goodbye stranger 4. Breakfast in America 5. Oh darling 6. Take the long way home 7. Lord is it mine? 8. Just another nervous wreck 9. Casual conversation 10. Child of vision
“Breakfast in America” è un mio caro ricordo di preadolescenza. Facevo la seconda media, in quell’ anno uscì “Breakfast in America” e “The wall” e da allora ho incominciato ad ascoltare anche musica straniera. Ragazzi e ragazze, i Supertramp e i Pink Floyd in classifica, due grandi album, e io c’ero! Mi quasi commuovo
. “Breakfast in America” ebbe grande successo e mi è piaciuto fin da allora. Questo album ha secondo me due grandi pregi: l’ immediatezza e la qualità dei musicisti. Le due voci, quella di Rick Davies ed ancora di più quella di Roger Hodgson, da bambina un pò incazzata, sono inconfondibili, ed io ammiro tantissimo l’ unicità degli artisti (e anche delle persone in generale). Cosa notevole di questi due artisti, la spina dorsale del gruppo, è anche la maestria che hanno nell’ uso delle tastiere, credo che gli piaccia il jazz a tutti e due. Gli arrangiamenti sono buonissimi, e “Breakfast in America”, come del resto tutta la produzione dei Supertramp dal punto di vista della musica suonata e cantata è di grande qualità. Due difetti di questo album: Casual conversation musicalmente è un pochino “nightarola”, sottotono a quelle che sono le capacità artistiche dei Supertramp, i testi sono carini ma piuttosto leggeri.
I miei pezzi preferiti: tranne che “Casual conversation” mi piace tutto l’ album
Le mie note: lo ascolto ancora da quando è uscito
Il mio voto: 7,5 su 10
Sito ufficiale:
www.supertramp.com
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Freudiana

Alan Parsons Project
Pubblicato nel 1990
Etichetta: Emi
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. The Nirvana Principle 2. Freudiana 3. I Am A Mirror 4. Little Hans 5. Dora 6. Funny You Should Say That 7. You’re On Your Own 8. Far Away From Home 9. Let Yourself Go 10. Beyond The Pleasure Principle 11. The Ring 12. Sects Therapy 13. No One Can Love You Better Than Me 14. Don’t Let The Moment Pass 15. Upper Me 16. Freudiana instrumental 17. Destiny 18. There But For The Grace Of God
“Freudiana” è un album che è accreditato sia a Eric Woolfson che ad Alan Parsons (coautore e produttore) quindi io scrivo Alan Parsons Project sicuro di non tirarvi una palla
. “Freudiana” è un album molto pomposo ma con grandi qualità. I riferimenti musicali sono un rock floydiano, il musical (hanno fatto anche un musical), il pop, la musica classica, Alan Parsons in questo album salta di palo in frasca come me quando ascolto la musica. “Little Hans” sembra una canzone uscita da “Abbey Road” dei Beatles. I pregi di questo album sono gli arrangiamenti eccellenti ed una qualità sonora da audiofili, la ricchezza della produzione, un album dall’ ascolto molto facile per quanto sia un album abbastanza lungo. Anche i testi sono buoni, colti ed in rima, molto curati. Il suo unico difetto è la pomposità. Comunque Alan Parsons secondo me è un grande, grandissimo arrangiatore e “Freudiana” un album che è godibile a tutti.
I miei pezzi preferiti: No one can love you better than me, The Nirvana principle, Freudiana
Le mie note: un album molto molto buono
Il mio voto: 7,5 su 10
Sito ufficiale:
www.alanparsonsmusic.com
Goodbye and hello

Tim Buckley
Pubblicato nel 1967
Etichetta: Elektra
Provenienza: Stati Uniti
Track List: 1. No man can find the war 2. Carnival song 3. Pleasant street 4. Hallucinations 5. I never asked to be your mountain 6. Once I was 7. Phantasmagoria in two 8. Knight-Errant 9. Goodbye and hello 10. Morning glory
“Goodbye and hello”, il secondo album di Tim Buckley, quello che ha avuto maggior “successo” è uno dei suoi lavori più accessibili. Ancora Tim Buckley non aveva intrapreso la via della sperimentazione quindi “Goodbye and hello” è un lavoro di cantautorato puro. Io mi sono accorto che Tim Buckley è esistito grazie ad una cover dei This Mortal Coil, “Morning glory”. Certo, quando la critica ha acclamato il figlio Jeff probabilmente se ne sono accorti molti altri. Tim Buckley ha una voce che mi sembra troppo bella per essere vera, un’ estensione vocale da strumento musicale ed un pathos che fa paura.
In “Goodbye and hello” Tim interpreta (non mi viene di dire “canta”) con una grazia ed una tonalità femminile. Grande aiuto in questo album viene dal poeta Larry Beckett, anche i testi sono alla stessa altezza del cantante. Lavoro magnifico, pieno di “spleen”, già da questo album si percepisce che chi lo scrive e lo interpreta è un’ anima tormentata, che non avrà vita lunga. La voce di Tim Buckley è la voce di un’ anima più che la voce di un uomo.
I miei pezzi preferiti: Morning glory, Goodbye and hello, Once I was, Phantasmagoria in two
Le mie note: A me personalmente questo album, la voce di quest’ uomo, toccano profondamente
Il mio voto: 8,5 su 10
Sito ufficiale:
www.timbuckley.com
Phaedra

Tangerine Dream
Pubblicato nel 1974
Etichetta: Virgin
Provenienza: Germania
Track list: 1. Phaedra 2. Mysterious Semblance At The Strand Of Nightmares 3. Movements Of A Visionary 4. Sequent C’
Per parlare dei Tangerine Dream devo fare un giro un pò più largo del solito. Una volta ero in un museo (la National Gallery a Londra) ed in una stanza c’era un’ esposizione di pittori dei primi del novecento. Io stavo guardando un quadro di Mirò, che non ho trovato sulla rete perchè ve lo avrei postato, piuttosto pensieroso. Mi si avvicinò un omino e mi chiese se mi piaceva il quadro, io gli dissi di no e lui mi chiese perchè. Io gli dissi che un disegno come quello lo avrebbe saputo fare anche un bambino di sei anni un pò scemo e lui mi disse “Si, ma questo quadro ha 70 anni, sembra dipinto ieri sera, non credo che il tuo bambino scemo saprebbe usare i colori con la stessa capacità di Mirò”. Da quel giorno ho cambiato la mia prospettiva sulla pittura moderna, stavo di casa a Stockwell, a due fermate di metropolitana c’era la fermata per la Tate Gallery, (Pimlico) con una grande collezione di pittura moderna ed ho cercato di formarmi un gusto anche nella pittura moderna. Per quanto continui ancora a preferire l’ arte classica ho cominciato a vedere l’ arte moderna in un altro modo. I Tangerine Dream sono nella musica come Mirò lo è nella pittura. Ho scelto “Phaedra” perchè lo ritengo nello stesso modo “psichedelico” ed “accessibile”. La musica dei Tangerine Dream di quel periodo (Phaedra è il primo album dei Tangerine Dream per la Virgin) è più accessibile agli ascoltatori pur conservando molta astrazione che è la caratteristica dominante dei Tangerine Dream dei primissimi album. In qualche modo i Tangerine Dream usano prevalentemente l’ atmosfera, mettendo ritmo ed armonia molto in secondo piano (in lavori come Zeit non mettendolo affatto). Phaedra però secondo me un’ estetica musicale la conserva. Per incominciare a conoscere il gruppo questo secondo me è il loro centro esatto, il mio parere è molto positivo.
Il mio pezzo preferito: Phaedra
Le mie note: questo genere musicale non è di facile consumo, ma se trovate una situazione ottimale (nessuno che vi disturbi, se volete isolarvi dall’ esterno, se siete curiosi, in una buona disposizione mentale, se volete cambiare galassia pur stando fermi….) è appagante.
Il mio voto: 7,5 su 10
sito ufficiale dei Tangerine Dream:
www.tangerinedream.org
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Treasure

Cocteau Twins
Pubblicato nel 1984
Etichetta: 4AD
Provenienza: Gran Bretagna
Track List: 1. Ivo 2. Lorelei 3. Beatrix 4. Persephone 5. Pandora (for Cindy) 6. Amelia 7. Aloysius 8. Cicely 9. Otterley 10. Donimo
“Treasure” è l’ album più rappresentativo dei Cocteau Twins. I Cocteau Twins secondo me sono Elizabeth Fraser, grande, grandissima cantante, un talento straordinario, criptatrice di testi, ed i musicisti (Robin Guthrie e Simon Raymonde) a fare da cornice. Una cosa che fà pregio ai Cocteau Twins è quella di essere uguali a sé stessi, non mi viene in mente che assomiglino a nessun gruppo, mentre ad esempio mi vengono in mente due gruppi che gli assomigliano (Sugarcubes e Ammonites), un’ altra è il gusto musicale di Robin e Simon, che sono un ottimo piedistallo per la voce di Elizabeth anche se, onestamente, tecnicamente sono senza infamia né lode. Riguardo ai testi pare che solo lei sappia cosa stia cantando, una ipotesi che è stata fatta è che viene scritto un testo e poi ne vengono cambiate le sillabe con altre più “musicali” (quindi il testo non esiste più) ma a noi poveri ascoltatori non è dato sapere. “Treasure” ha delle atmosfere leggerissimamente dark, spesso paradisiache, a volte ha un sound che mi ricorda molto da lontano i Talking Heads. Per molti Treasure è il capolavoro dei Cocteau Twins, per me non sò decidermi fra questo e “Blue bell knoll”, quindi non mi decido…
I miei pezzi preferiti: Ivo, Otterley
Le mie note: Ivo Watts-Russell, il signor 4AD, si è beccato con i Cocteau Twins una delle migliori voci femminili sulla piazza
Il mio voto: 8 su 10
Sito ufficiale:
www.cocteautwins.com