Settembre 2006



Help!

 

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Beatles

 

Pubblicato nel 1965

 

Etichetta: Emi Parlophone

 

Provenienza: Gran Bretagna

 

Track List: 1. Help! 2. Night before 3. You’ve got to hide your love away 4. I need you 5. Another girl 6. You’re going to lose that girl 7. Ticket to ride 8. Act naturally 9. It’s only love 10. You like me too much 11. Tell me what you see 12. I’ve just seen a face 13. Yesterday 14. Dizzy miss Lizzy

 

“Help!” dei Beatles è un album di grande freschezza anche adesso, a più di 40 anni dalla sua pubblicazione. Fra i musicisti “leggeri” i Beatles sono quelli che mi piacciono di più, e la loro “leggerezza” non mi sembra “banalità”, ma un genere di bellezza più immediata e fruibile a tutti. In questo album ci sono dei pezzi che sono conosciutissimi (Help!, Ticket to ride, Yesterday) che sono dei successi a livello planetario, quindi questo album è un pezzo molto importante nella storia della musica, anche se non è il mio album preferito né dei Beatles, né in assoluto. Comunque “Help!” è un disco che per me, musicofilo incattivito, è un dovere ricordare. Anche le canzoni minori di questo album sono godibili da chiunque, “Help!” è un album che mette allegria, di nessuna pretesa ma di molta sostanza (i tre brani citati sono molto sostanziosi, penso che piacciano alla stragrande maggioranza di noi, a mio figlio piacciono ed ha 9 anni, a mia moglie piacciono e secondo quelli che sono i miei gusti lei di musica ci capisce poco più di una cippa, piacciono ai miei genitori sessantenni passati, da capirli visto che questa è musica dei loro tempi. Secondo me creare simili opere che resistono così tanti anni ed hanno un consenso così grande è un sintomo di grande musica).

 

I miei pezzi preferiti : Yesterday, Help!, Ticket to ride

Le mie note: queste tre canzoni, e lo dico senza vergognarmi, sono un tesoro dell’ umanità

Il mio voto: 8 su 10, troppo importante per dargli di meno

Sito sui Beatles:

www.beatlesstory.com

Spero che non ce ne sia bisogno di una cosa così, comunque la scrivo:

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(scusatemi gente, spero che una cosa così non serva. Spero che questo blog sia un ritrovo civile di amanti della musica, non vuole portarvi nessun “Verbo”, voglio solo condividere quello che conosco ed imparare quello che non conosco. Non mi voglio vergognare per quello che scrivo io in risposta a un commentatore poco educato o avere dei commentatori che si insultano uno con l’ altro. Se di un album, o di un artista, non vi è piaciuto come ho scritto di lui potete farlo notare educatamente, e potete anche postare le vostre sensazioni, note, canzoni preferite e VOTI nei commenti, cosa di cui  io da blogger e da uomo ne sarei felicissimo )

grazie

A.


Brilliant trees

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David Sylvian

Pubblicato nel 1984

Etichetta: Virgin

Provenienza: Gran Bretagna

Track List: 1. Pulling punches 2. The ink in the well 3. Nostalgia 4. Red guitar 5. Weathered wall 6. Backwaters 7. Brilliant trees

“Brilliant Trees” è l’ album di esordio di David Sylvian, ed il secondo suo album preferito da me :) . David Sylvian ha un senso dell’ arrangiamento musicale eccellente, “Brilliant trees” è, come del resto tutta la produzione di David Sylvian, estremamente curato nella realizzazione, suonato benissimo, originale (Brilliant trees è una musica “dark” con una grande contaminazione funky, che a dirla così sembra una cosa impossibile, ma ad ascoltarla no, crea un’ atmosfera crepuscolare incredibile). David Sylvian ha una voce inconfondibile, non saprei con chi paragonarla, forse con David Bowie, fisicamente un pò ci assomiglia pure. Nella folta schiera di musicisti abbiamo il compositore Ryuichi Sakamoto ed anche due dei suoi ex colleghi dei Japan, Richard Barbieri e Steve Jansen.In “Brilliant trees” il basso è promosso a ruolo di strumento “cantante”, nella canzone “Pulling punches” c’e’ una fantasia di bassi (3 bassi che suonano insieme, da urlo!!!!)che non ho mai sentito da nessun altro artista. Se ne conoscete qualcuna simile passatemela che i blog servono anche a questo :) . Un disco di esordio alla grande, musica eccellente, ne sono entusiasta

I miei pezzi preferiti: Pulling punches,Nostalgia, Brilliant Trees, ma diciamo pure tutte.

Le mie note: elegantissimo

Il mio voto: 8 su 10

Sito ufficiale:

www.davidsylvian.com

 

Adriano Monteduro & Reale Accademia di Musica

 

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Adriano Monteduro

Pubblicato nel 1974

 

Etichetta RCA

 

Provenienza: Italia

 

Track List: 1. Buongiorno nel Bosco (Il canto del Sole) 2. La Favola del Guardiano del Bosco 3. Mezzogiorno 4. Le Figlie dell’erba (Festa Magica) 5. Viaggio Libero 6. Le Montagne nel Tramonto 7. Preludio a… 8. Una Canzone 9. Suoni di Umanità

 

Questo album mi piace decisamente più del primo. “Adriano Monteduro & Reale Accademia di Musica” sarebbe in verità di Adriano Monteduro, anche se viene accreditato alla Reale Accademia di Musica, per via della maggior fama di questi ultimi che in questo caso sono musicisti di supporto. Adriano Monteduro ha pubblicato due singoli, uno nel 1971 (Non è felicità/Tempo d andare) e uno nel 1978 (Piccole dosi/Rio Grande) tutti e due di nessun successo. In “Adriano Monteduro e Reale Accademia di Musica” la Reale Accademia di Musica ha suonato decisamente meglio come band di supporto, in un modo di cui sono capaci, rilassato e di molto buon gusto, anche le parti “tirate” mi sembrano suonate con più gusto musicale. La voce di Adriano Monteduro mi ricorda sia la voce di Lucio Battisti che quella di Ivano Fossati, anche se i testi di questi due (Mogol nel caso di Battisti, e Ivano Fossati) non si comparano. In questo disco ci sono dei begli arpeggi di chitarra ed è un gradevole miscuglio fra il progressive e le ballads, tutti e due i generi sono molto amati dal sottoscritto. Decisamente un bell’ album.

 

I miei pezzi preferiti:Preludio a…, Buongiorno nel bosco

Le mie note: mi piace molto, un misto di due generi che amo

Il mio voto 7 su 10

 

Sito italiano sugli anni 70:

http://digilander.libero.it/gianni61dgl/


Reale Accademia di Musica (album omonimo)

 

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Pubblicato nel 1972

 

etichetta: Ricordi

 

provenienza: Italia

Track List: 1. Favola 2. Mattino 3. Ognuno Sa 4. Padre 5. Lavoro In Citta’ 6. Vertigine

 

Direttamente dall’ oblio uno dei tanti gruppi progressive che sono spariti dalla circolazione (ma sono stati ristampati su CD dalla BMG, fra i colossi discografici forse il più grosso). La Reale Accademia di Musica nasce dalle ceneri dei Fholks, un gruppo famoso negli anni settanta, ha pubblicato solo un singolo ma apriva i concerti di Jimi Hendrix. Questo della Reale Accademia di Musica è un progressive molto piacevole quando è tranquillo ma risulta piuttosto goffo quando accellera il ritmo. La voce, espressiva anche se non tecnicamente eccelsa, purtroppo viene coperta dagli strumenti. Primo dei due album, è un disco piuttosto carino, ascoltabile, i testi sono in stile favolistico-ecologico-luogocomune, non esaltanti. La Reale Accademia di Musica ricorda vagamente le Orme ma è lontana dalle capacità sia tecniche che compositive sia di PFM che del Banco. Rispetto a quello che esce da un pò di tempo a questa parte resta comunque un disco abbastanza piacevole, anche se decisamente non è un capolavoro

 

 

I miei pezzi preferiti: Favola

Le mie note: Per curiosi, è un album che vi può mancare

Il mio voto 6 su 10

 

ottimo sito sul progressive italico:

www.italianprog.it

 

 

 

 


Storia di un minuto

 

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Premiata Forneria Marconi

 

Pubblicato nel 1972

 

Etichetta: Numero Uno

 

Provenienza: Italia

Track List: 1. Introduzione 2. Impressioni di Settembre 3. E’ Festa 4. Dove… Quando… (Parte I) 5. Dove… Quando… (Parte II) 6. La Carrozza di Hans 7. Grazie Davvero

 

“Storia di un minuto” è l’ album di esordio della Premiata Forneria Marconi,(ne hanno fatto uno anche nel 1969, si chiamavano “I quelli”, album omonimo) più in breve la PFM. Insieme ai New Trolls, al Banco ed alle Orme, la PFM è un gruppo di spicco del progressive italiano, “Storia di un minuto” è un disco di spicco anche del progressive in generale. Vi voglio rammentare che in Italia è esistito uno dei movimenti progressive più attivi e vivaci del mondo, con decine di gruppi che hanno registrato dei lavori di grande qualità musicale e che sono caduti nell’ oblio non avendo una grancassa mediatica come quella inglese, ad esempio, ma che non sono per niente inferiori al progressive inglese. La PFM è un gruppo tecnicamente molto talentato, questo disco è molto bello sia nei brani tirati sia in quelli lenti, ed in pochissime parole il disco è ottimo, i musicisti sono fra i migliori di tutto il progressive, le idee che hanno avuto in “Storia di un minuto” sono state realizzate ottimamente, con grande tecnica e musicalità, ed anche con originalità. I testi sono abbastanza visionari, nello stile progressive, e la voce è buona. Franco Mussida, il chitarrista, è uno dei più bravi strumentisti che abbiamo avuto in Italia, il gruppo in questo album è amalgamato benissimo.

 

I miei pezzi preferiti: La carrozza di Hans, Impressioni di settembre, tutto l’ album in generale

 

Le mie note: Uno degli album migliori del progressive italiano

 

Il mio voto: 8 su 10

 

Sito ufficiale:

www.pfmpfm.it


Eye of the hunter

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Brendan Perry

 

Pubblicato nel 1999

 

Etichetta: 4AD

 

Provenienza: Gran Bretagna

 

Track List: 1. Saturday’s Child 2. Voyage of Bran 3. Medusa 4. Sloth 5. I Must Have Been Blind 6. The Captive Heart 7. Death Will Be My Bride 8. Archangel

“Eye of the hunter”, album solo di Brendan Perry, anima maschile dei Dead Can Dance, dal risultato migliore della sua ex compagna Lisa Gerrard. In questo album finalmente si riesce ad ascoltare la voce di Brendan Perry a dovere, secondo me negli album dei Dead Can Dance era sacrificata da un riverbero esagerato e spesso era soffocata dagli strumenti. In “Eye of the hunter” si può sentire benissimo, una voce di tonalità abbastanza bassa, cristallina e molto intonata, ricorda David Sylvian. “Eye of the hunter” ha le influenze di un cantautorato “dark”, in “Medusa” si sente benissimo l’ influenza di Leonard Cohen, “I must have been blind” è una cover impeccabile di Tim Buckley, tutto questo album è impeccabile ed uno dei migliori lavori degli ultimi anni. I suoi pezzi sono tutti estremamente belli, arrangiati ed interpretati alla perfezione. “Eye of the hunter” è un album per pensatori notturni ma penso che la bellezza della musica e dell’ interpretazione di Brendan Perry possono attirare nella colonia “dark” anche persone che ascoltano di solito musica più “solare”. Complimenti Brendan.

I miei pezzi preferiti: dopo molto pensarci sù queste 3: Saturday’ s child, I must have been blind, Medusa ma mi piace moltissimo tutto l’ album.

Le mie note: Brendan Perry non ha perso nella sua carriera solista il colore scuro di quando era nei Dead Can Dance.

Il mio voto: 8 su 10

Sito ufficiale di Brendan Perry:

www.brendan-perry.com


The mirror pool

 

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Lisa Gerrard

 

Pubblicato nel 1995

 

Etichetta: 4AD

 

Provenienza: Australia

Track List: 1. Violina (The Last Embrace) 2. La Bas (Song Of The Drowned) 3. Persian Love Song (The Silver Gun) 4. Sanvean (I Am Your Shadow) 5. The Rite 6. Ajhon 7. Glorafin 8. Majhnavea’s Music Box 9.Largo 10. Werd 11. Laurelei 12. Celon 13. Venteles 14. Swans 15. Nilleshna 16. Gloradin

Io amo Lisa Gerrard, l’ anima femminile dei Dead Can Dance, una delle voci più incredibili del panorama musicale mondiale. “The mirror pool” è il suo primo lavoro da solista, un album dal punto di vista puramente estetico della musica semplicemente bellissimo, ma di una bellezza troppo ostentata. L’ influenza di “The mirror pool” passa dalla musica classica (infatti “Largo” è un arrangiamento di Lisa Gerrard su un pezzo di Handel), fra i musicisti che hanno lavorati in questo album vi è anche un’ intera orchestra (la Victorian Philarmonic Orchestra) alla musica etnica (Persian love song è, ancora, un arrangiamento su un pezzo tradizionale iraniano), a una per me fastidiosa influenza con Meredith Monk, un’ artista che io personalmente non riesco per niente ad apprezzare (“The rite”). “The mirror pool” è un disco lungo, gonfio di virtuosismo vocale, che non ammette un ascolto distratto ma che ascoltato dall’ inizio alla fine risulta molto pesante, una musica buonissima ed ipercalorica che è meglio dividere in due o tre ascolti. Lisa Gerrard è stata molto, troppo generosa in questo suo lavoro ricchissimo di musica ma di un egotismo esagerato, secondo me

I miei pezzi preferiti: Sanvean, Largo

Le mie note: bellissimo ma troppo autocelebrativo

Il mio voto: 7 su 10, non riesco a dargli di meno

Il sito ufficiale di Lisa Gerrard:

www.lisagerrard.com

 

 

Scratch (II)

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Peter Gabriel

Pubblicato nel 1978

Etichetta: Charisma

Provenienza: Gran Bretagna

Track List: 1. On the air 2. D.I.Y. 3. Mother of violence 4. A wonderful day in a one-day world 5. White shadow 6. Indigo 7. Animal magic 8. Exposure 9. Flotsam & Jetsam 10. Perspective 11. Home sweet home

Ho comprato “Scratch” di Peter Gabriel 21 anni fà, avevo 19 anni ed è stato nella prima “spesa” di dischi che ho fatto in vita mia. La prima volta che l’ ho ascoltato per intero è stata quando l’ ho comprato, le altre due volte questa settimana, e sapevo che prima o poi sarebbe servito a qualcosa, infatti stò scrivendo su questo album proprio adesso, in questo preciso istante. Le altre volte ne ho sentito, non ascoltato, sentito un lato alla volta. Perchè “Scratch” è un album che si smette di ascoltare dopo un paio di minuti, dopodiché la mente si affaccenda in altri pensieri. Io ho visto il nome “Peter Gabriel” scritto sulla copertina, ho cacciato i soldini e mi sono portato questo disco insieme ad altri (L’ unico che mi ricordo sicuramente è “Nebraska” di Bruce Springsteen), e questo album ha avuto l’ onore di cadere per primo nel dimenticatoio. “Scratch” non è un album brutto, nel senso stretto della parola, ma non dà nessuna emozione. Penso che l’ aggettivo più adatto è mediocre. Penso a quelli che lo hanno comprato quando uscì, si devono essere arrabbiati tantissimo. Ho saputo tempo dopo che Robert Fripp è stato il produttore di Peter Gabriel e collaboratore a stretto contatto e mi è difficile trovare spiegazione a un lavoro del genere prodotto da due delle più fervide menti della musica contemporanea. Forse sia Peter Gabriel che Robert Fripp hanno avuto una così grande paura di sbagliare che hanno sbagliato.

I miei pezzi preferiti: ci stò ancora pensando :(

Le mie note: mediocre è l’ aggettivo perfetto

Il mio voto 5 su 10 (ma se DJ Francesco avesse fatto questo album gli darei almeno 6,5)

Sito ufficiale:

www.petergabriel.com

Per mia natura sono più propenso ad ascoltare musica più “cerebrale”,ma in certe ore del giorno ed in certi posti un pò di musica “tirata” mi dà grande piacere quindi vi chiedo:

fra questi due album, tutti e due “live”, di due gruppi simili (non uguali…), usciti a non tantissima distanza uno dall’ altro, in ogni caso penso che chi conosca uno di questi album conosce anche l’ altro
Uno è “Made in Japan” dei Deep Purple, l’ altro è “The song remains the same” dei Led Zeppelin

a voi quale piace di più (io so quale piace di più a me, quindi non intervengo :) )?

Oh, scrivete eh :D .

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